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Ciampi a Nisida
lunedì 15 gennaio 2007
30-08-2002
Incontro del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con i giovani detenuti nell'Istituto Penale Minorile di Nisida




VISITA DEL
PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
CARLO AZEGLIO CIAMPI
ALL'ISTITUTO PENALE MINORILE DI NISIDA

Nisida (Napoli), 30 agosto 2002

 

Care ragazze e cari ragazzi,
Caro Direttore,La ringrazio per le parole di benvenuto che ha voluto rivolgermi. Voglio, fra l'altro, altresì, ringraziare tutti coloro che sono presenti qui; in particolare i rappresentanti del Governo, della Regione, della Provincia, del Comune. E tutti coloro che nel campo giudiziario sono impegnati in questo compito importante, non facile, che riguarda il reinserimento dei giovani nella vita civile, perché a questo mira l'attività svolta in questo Istituto.Non è la prima volta che visito un istituto minorile. L'ho già fatto a Casal del Marmo il 28 giugno scorso. Ricordo ancora con emozione quella giornata e l'incontro avuto con altri giovani come voi. Stamani mi avete offerto e mostrato uno spaccato sicuramente unico e singolare della vostra vita, che è tutta rivolta al reinserimento, che è tutta rivolta a riprendere fiducia in voi stessi, a riacquistare fiducia nella vita.Già a Casal del Marmo vissi quell'incontro con grande emozione, in quanto mi potei rendere conto personalmente degli stati d'animo e delle aspettative di chi - in una stagione precocemente sfortunata della sua vita - si trova dinanzi alla dura esperienza di una privazione della libertà e aspira a quel reinserimento sociale che costituisce la vera e unica finalità della pena inflitta a un minorenne.Proprio il ricordo di quei momenti, mi ha portato qui a Nisida, ben sapendo quanto significative siano le esperienze rieducative che si svolgono in questo istituto e che, oggi, mi avete fatto in qualche modo vivere insieme a voi. Tutto ciò lo si deve all'ammirevole motivazione sia di tutto il personale - dal Direttore del Centro per la Giustizia Minorile, al Direttore dell'Istituto, agli educatori, agli assistenti sociali, alla stessa polizia penitenziaria - sia degli enti locali, del volontariato e delle altre istituzioni pubbliche coinvolte nel problema del disagio minorile.Di questa motivazione e di questo impegno, ringrazio in particolare le autorità locali, il Presidente della Regione, il Presidente della Provincia, il Sindaco di Napoli, Rosa Russo Jervolino e il Capo del Dipartimento per la Giustizia minorile che, con la loro odierna presenza hanno voluto sottolineare e ribadire l'attenzione rivolta verso il problema dei minori.Certo, vi è un punto di partenza-base: voi vi trovate in questo Istituto perché avete, in un modo o nell'altro, violato le regole della convivenza civile e proprio per questa ragione ho voluto regalarvi - tra i tanti doni che vi ho portato - in primo luogo il testo della nostra Costituzione. Perché l'Italia ha una Costituzione che è basata - ed è scritto chiaramente nel suo preambolo - su quelli che chiama i diritti inviolabili della persona umana.La nostra Costituzione, che sapete come è nata, rappresenta il momento istituzionale in cui ha trovato espressione il travaglio delle generazioni che hanno operato per riconquistare la libertà, per dare avvio alla ricostruzione della Nazione dopo le devastanti conseguenze della dittatura e di una guerra sciagurata, e che ha ristabilito attraverso la Resistenza - questo è un punto che amo sempre sottolineare - la continuità inscindibile tra Risorgimento nazionale e Democrazia.Per queste ragioni vi ho portato un certo numero di copie della Costituzione italiana, accompagnate da una serie di registrazioni di testimonianze rese da alcuni dei padri fondatori, affinché voi possiate non soltanto leggere il testo della Costituzione, ma anche comprendere in quale spirito essa è nata. riuscendo in tal modo non solo ad amarla ma a comprendere l'importanza dei principi e dei valori che in essa sono affermati, e che sono i valori fondamentali e inviolabili della persona umana.Questa nostra Costituzione della Repubblica, credetemi, è un testo ancora straordinariamente moderno; è vivo e valido tutt'oggi. I cinquant'anni che sono trascorsi non lo hanno affatto sminuito, perché afferma i principi fondamentali dell'uomo.Vorrei altresì manifestarvi con quale spirito più in generale ho affrontato questo incontro con voi. Siamo alla vigilia del nuovo anno scolastico. Voglio considerare questa visita come un anticipo del mio saluto agli studenti. Anche per questo, durante la visita odierna, ho tanto insistito sulla possibilità che voi non solo possiate completare i vostri studi delle scuole medie, ma che riusciate anche in questo periodo a proseguire in ulteriori arricchimenti professionali.Questo istituto di Nisida io lo considero soprattutto un luogo di formazione. La formazione è lo strumento fondamentale per dare soluzione al problema lavoro. E in esso dobbiamo investire tutte le risorse disponibili.Ciò è importante per tutta l'Italia intera, ma soprattutto per il Mezzogiorno dove, come è noto, viviamo una situazione in cui grazie a Dio ci sono molti giovani - più giovani in rapporto alla popolazione che si registra nel resto del Paese - ma che purtroppo non è in grado di dare lavoro a tutti i giovani, comportando un alto tasso di disoccupazione giovanile.Su questo aspetto insisto sempre, perché come è avvenuto per altre regioni d'Italia - che fino a pochi decenni fa attraversavano una situazione analoga, ma sono riuscite a superare le loro difficoltà - così sono convinto che il Mezzogiorno può e deve, sia pure con la gradualità che questi processi implicano, riuscire ad abbattere il tasso di disoccupazione e dare lavoro a tutti quanti i nostri giovani.In questo senso, la preparazione professionale che voi acquisite in questo istituto rappresenta un contributo eccezionale, tanto più importante perché, insieme alle conoscenze tecniche, vi dà modo di avere, nel vostro intimo, la consapevolezza piena dei diritti-doveri di ogni uomo, quale componente di una collettività.Ho apprezzato, quindi, in particolar modo il taglio concreto della vostra preparazione professionale: perché per creare nuove occasioni di lavoro basta ispirarsi e attingere in molti casi alle nostre tradizioni locali, che ci fanno riscoprire tante attività artigianali e produzioni che oggi tornano ad avere interesse economico.E la regione Campania è custode di una tradizione storica particolarmente ricca di attività artigianali, che non si sono estinte ma che anzi vanno ravvivate. Ad esse applicatevi in modo da poter trarre motivi e nuove occasioni di impiego che vi permetteranno di indirizzarvi verso nuove opportunità di lavoro, quando tornerete pienamente liberi.Senza dubbio anche le autorità locali debbono saper interpretare il futuro partendo dalla ricerca delle potenzialità che già oggi esistono e che non sono ancora pienamente sfruttate. E proprio per questi motivi insisto sempre sul tema del lavoro non disgiunto da quello della formazione. Sono due momenti inscindibili.E sono inoltre convinto che se le vostre famiglie avessero goduto della serenità, che soltanto un vero lavoro può offrire, e se l'ambiente in cui voi siete cresciuti e le scuole che avete frequentato vi avessero dato ciò cui i ragazzi hanno diritto per maturare la loro personalità, certamente la maggior parte di voi - e lo avete sottolineato nel vostro messaggio pubblicato sul quotidiano "Il Mattino" - avrebbe evitato gli errori che l'hanno portata qui.E con piacere ho anche letto che voi definite Nisida un "ambiente di rieducazione". L'espressione mi ha particolarmente colpito non solo perché riecheggia il principio scritto nell'articolo 27 della nostra Costituzione sulla finalità di rieducazione che il nostro ordinamento assegna alla pena, ma anche perché vuole indicare che nei nostri istituti la rieducazione non è espressione vuota, ma è costituita da condotte concrete volte a farvi acquisire la maturazione e la conoscenza che vi consentiranno un inserimento nella vita civile che sia fruttuoso per voi e per gli altri.E la prova che molto si sta facendo per migliorare il nostro sistema penitenziario minorile, ai fini di una sua evoluzione in chiave europea, sta proprio nel fatto che questo Centro oggi sia considerato - come è stato prima sottolineato - per diversi aspetti, in questo specifico campo già all'avanguardia in Europa e nel mondo.Tutto ciò è attestato, tra l'altro, dall'interesse che vari Paesi hanno già dimostrato per l'iniziativa del Governo di collocare in Italia, e proprio a Nisida, il Centro Studi Europeo sulla delinquenza dei minori e sulla questione minorile. E' una iniziativa che si muove nell'ottica della individuazione di nuovi modelli di rieducazione e di reinserimento che, meglio degli attuali, si adattino anche ai minori stranieri; e cioè anche a coloro che una volta usciti dagli istituti sono spesso privi di punti di riferimento territoriali, come la famiglia, la scuola, le strutture sociali e sono perciò meno tutelati da odiose forme di sfruttamento e violenza.Concludendo, ragazzi, desidero dirvi che sono felice di essere oggi qui con voi. Il mio desiderio è uno solo: che questa giornata generi in voi un sentimento di speranza e di fiducia. Non parole, ma sentimenti di speranza e di fiducia nel vostro futuro, di fiducia nella vostra vita.E mi ha colpito il fatto che il regalo che mi avete chiesto sia stato la bandiera italiana, il Tricolore. Non mi sfugge - e credo che non sfugga neanche a voi - il significato che, nel fare questa richiesta, voi trasmettete alla società italiana: voi, ospiti di un istituto di rieducazione, ragazzi consapevoli di avere commesso degli errori vi riconoscete nei valori che tengono uniti gli italiani. Cioè quei valori di libertà conquistati con battaglie e con sofferenze, ma soprattutto con il lavoro, con il rispetto degli altri e dei diritti degli altri e con la osservanza delle regole e dei doveri che liberamente noi italiani ci siamo dati.Questi valori, questi principi sono racchiusi nella bandiera italiana, nel Tricolore. Con il domandarmela voi ve ne dichiarate consapevoli.Voi esprimete un impegno importante per voi come componenti di una collettività. Questo impegno lo fate alla mia presenza e io ne sono testimone. Grazie.

 

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