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Istituti penali
lunedì 15 gennaio 2007

Istituti Penali per i Minorenni

Gli Istituti Penali per i Minorenni (IPM) assicurano l'esecuzione dei provvedimenti dell'Autorità giudiziaria quali la custodia cautelare detentiva o l'espiazione di pena dei minorenni autori di reato. Gli I.P.M. ospitano minorenni o ultradiciottenni (fino agli anni 21, quando il reato cui è riferita la misura sia stato commesso prima del compimento della maggiore età). Attualmente sono attivi in Italia 18 Istituti Penali: tali strutture hanno un’organizzazione funzionale ad un’azione educativa sempre più integrata con gli altri Servizi della giustizia minorile e del territorio.

Il D.P.R. 448/88, introducendo il principio della residualità della detenzione per i minorenni opera, di fatto, rispetto al passato, una decentralizzazione del carcere nel sistema penale minorile. La peculiarità del nostro sistema è data infatti dalla capacità di “convivenza” tra l’area educativa e l’area della sicurezza, realizzata attraverso soluzioni specifiche come un corpo di polizia penitenziaria adeguatamente formato al rapporto con gli adolescenti e la presenza di difese passive.

Negli I.P.M. vengono garantiti i diritti soggettivi dei minori, alla crescita armonica psico-fisica, allo studio, alla salute, con particolare riguardo alla non-interruzione dei processi educativi in atto ed al mantenimento dei legami con le figure significative. In accordo con la normativa vigente ed al fine di attivare processi di responsabilizzazione e maturazione dei minorenni, vengono organizzate in I.P.M. attività scolastiche, di formazione professionale, di animazione culturale, sportiva,ricreativa e teatrale.

Città
CAP
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  ACIREALE  95024 VIA G. GOZZANO, 8 095.601922 095.601944  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  AIROLA  82011 CORSO MONTELLA, 16 0823.716601/2/3 0823.716625  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  BARI  70124 VIA GIULIO PETRONI, 90 080.5041012 - 080.5041014 080.5041189  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  BOLOGNA  40122 VIA DEL PRATELLO, 34 051.233290 - 051.238310 - 051.261824 051.223865  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  CAGLIARI  09044 LOC. SUPEZZU MANNU 070.851469 - 070.841863 070.844198  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  CALTANISSETTA  93100 VIA F. TURATI, 46 0934.596957 0934.595743  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  CATANIA  95100 LOC. BICOCCA 095.591046 - 095.591357 095.591448  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  CATANZARO  88100 VIA PAGLIA, 43 0961.725188 0961.725189  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  FIRENZE  50123 VIA DEGLI ORTI ORICELLARI, 18 055.267271 055.2672723  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  L'AQUILA  67100 VIA ACQUASANTA, 1 0862.26445 - 0862.26446 0862.24540  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  LECCE  73100 VIA MONTERONI, 43 0832.351254 - 0832.351407 0832.351406  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  MILANO  20152 VIA CALCHI E TAEGGI, 20 02.414791 02.48302191  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  NISIDA-NA  80124 VIA NISIDA,59 081.6192111 081.7620135  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  PALERMO  90145 VIA PRINCIPE DI PALAGONIA, 135 091.6813106 091.6815390  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  POTENZA  85100 VIA APPIA, 175/BIS 0971.53987 0971.54477  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  ROMA  00135 VIA G. BARELLAI, 140 06.303301 06.3387525  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  TORINO  10135 CORSO UNIONE SOVIETICA, 327 011.6194201 011.6194249  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  TREVISO  31100 VIA S. BONA NUOVA, 5/C 0422.432936 - 0422.432991 0422.234979  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
 

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ULTIM'ORA

Il videoclip, la cui musica e i testi sono stati realizzati dalle ragazze dell'istituto minorile C.Beccaria, è stato realizzato con l'aiuto di alcuni professionisti affermati nel settore: Antonio Bocola, Paolo Vari e Philip Carter alla regia, Italo Petriccione direttore della fotografia (lo stesso di «Mediterraneo» di Salvatores), Roberto Pileri al montaggio, oltre alla partecipazione straordinaria di Ambra Angiolini, Camila Raznovich, Paolo Kessisoglu e Luca Bzzarri, Pier Francesco Dilivert e Don Gino Rigoldi.Il video è il risultato di un progetto rieducativo coordinato, all'interno del carcere, dall'associazione Suonisonori e dal scuola CTP "Cavalieri", volto a ottenere due obiettivi: dare alle giovani detenute del carcere la possibilità di dimostrare a loro stesse di potercela fare e sensibilizzare a una diversa e più ottimistica visione del contesto carcerario i tanti attori del mondo publico e privato. {youtube}LnoKOXUPyvI{/youtube}

NAPOLI (30 gennaio) - Si è confidato con una guardia del penitenziario, quando non ne poteva più: un segreto agghiacciante. Ha raccontato le torture cui è stato sottoposto per giorni, nel carcere minorile di Nisida a Napoli. Stuprato, vessato, umiliato con atroce violenza da tre detenuti. Un quarto faceva il palo. Lo costringevano a ballare nudo. Gli mettevano la testa nel gabinetto e scaricavano. Gli imponevano prestazioni sessuali. Episodi che si sono ripetuti in una delle strutture modello del Suditalia, per la rieducazione dei giovani criminali. Il direttore del carcere, Gianluca Guida, non perde la calma commentando questi fatti e invita alla cautela, in attesa degli esiti delle indagini, assicurando che sono stati presi tutti i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza degli altri ragazzi. Alcuni dei responsabili sono già stati trasferiti altrove. Con la lucidità di chi conosce molto bene ogni aspetto di un lavoro amarissimo, a contatto ogni giorno con chi inizia a delinquere praticamente da bambino, Guida sottopone due elementi cruciali all'analisi: il sovraffollamento e la circostanza che in un carcere minorile convivano veri adolescenti e «giovani-adulti», per legge. Oggi a Nisida ci sono 51 ragazzi e 9 ragazze; sulle carte la capienza della struttura prevede la metà delle persone. «Il carcere è tarato su 32 posti per ragazzi e 12 per ragazze - dice il direttore - Negli ultimi due anni siamo arrivati anche a raggiungere il picco di 60». Numeri denunciati da tempo agli organi competenti. «Questo comporta che in una camera in cui dovrebbero dormire 3 persone - continua -, si sia costretti a farcene convivere fino a cinque». Non basta. La legge consente ai ragazzi di rimanere nel carcere minorile fino ai 21 anni. E per Guida «sarebbe opportuno poter applicare in modo più flessibile la legge su questo punto». Il direttore del dipartimento di Giustizia minorile di Campania e Molise, Sandro Forlani, gli dà ragione e premette che Nisida è una «struttura modello, esemplare per la modernità dei percorsi di rieducazione, nota soprattutto per le iniziative positive che promuove continuamente». «In un carcere minorile - spiega poi - arrivano anche ragazzi che hanno già conosciuto la realtà del penitenziario degli adulti». «Se commettono un reato oltre i 18 anni - spiega -, vanno a Poggioreale. Poi magari diventa esecutiva l'ordinanza per un reato commesso da minori, e vengono portati a Nisida. Questo contatto può snaturare l'impegno nei confronti della adolescenza». Non manca però, anche in questa storia di violenza, un seme di speranza: la reazione degli altri giovanissimi detenuti. «I ragazzi hanno preso una posizione netta e forte in difesa del loro compagno», sottolinea Guida. Escludendo, infine, che le violenze possano aver riguardato anche altri ragazzi, ribadisce: «Sono già stati presi dei provvedimenti sia sotto il profilo sanzionatorio-disciplinare, nei confronti di chi è stato responsabile di questi episodi, sia a tutela dei ragazzi che oggi sono ancora in carcere».

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