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Centro Studi Europeo
martedì 09 gennaio 2007
L'idea di progetto e la realizzazione

Con il Trattato di Amsterdam, siglato il 2 ottobre 1997, l'Unione Europea si è posta l'obiettivo di “fornire ai cittadini un livello elevato di sicurezza in uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, sviluppando tra gli Stati membri un'azione in comune nel settore della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale e prevedendo e reprimendo il razzismo e la xenofobia” (art.29).

I contenuti delle azioni dell'Unione europea nei settori della cooperazione di polizia e giudiziaria in materia penale si sono, successivamente, andati precisando attraverso il piano di azione di Vienna e le decisioni del Consiglio europeo riunitosi a Tampere il 15 ed il 16 ottobre 1999.
In detto Consiglio i Paesi membri hanno individuato, quali ambiti prioritari per iniziare a sviluppare la cooperazione, la criminalità giovanile ed urbana e la lotta contro la droga.
La prevenzione della criminalita' minorile e' diventata, pertanto, una priorita' in materia di politiche di intervento nel settore GAI (Giustizia e Affari interni).

Nel corso del 2000 i rappresentanti delle istituzioni che si occupano di giustizia minorile in Italia, Francia, Spagna e Portogallo hanno iniziato un lavoro di ricognizione dei sistemi della giustizia minorile dei 15 Paesi membri dell'Unione ed hanno avviato uno scambio di informazioni sul fenomeno della delinquenza giovanile.
Nell'ottobre dello stesso anno, i funzionari della delegazione italiana hanno presentato a Parigi, durante un incontro con i funzionari della giustizia minorile dei 15 Paesi membri, il progetto di costituzione presso l'isola di Nisida (Napoli) di un Centro studi europeo sulla delinquenza minorile, elaborato con la collaborazione del Centro Interuniversitario sulla Genesi e sullo Sviluppo delle Motivazioni Prosociali e Antisociali.

La scelta dell'isola di Nisida era stata concordata fra il Ministero della Giustizia e la Regione Campania nell'ambito di un primo Protocollo d'intesa siglato nel corso dello stesso mese dell'anno 2000.
Nel corso di un vertice tenutosi a Torino nel gennaio 2001, i Ministri della Giustizia francese e italiano hanno sottoscritto una dichiarazione congiunta con la proposta di costituzione del Centro Studi nell'isola di Nisida.
Il 18 dicembre 2002, il Dipartimento Giustizia Minorile, la Regione Campania ed il Comune di Napoli hanno sottoscritto un ulteriore e più specifico Protocollo di Intesa per la costituzione di un Centro Studi Permanente Europeo sulla devianza minorile nell'isola di Nisida, destinato alla promozione di incontri internazionali ed attività di ricerca, studi e formazione.

Con decreto del 31 marzo 2003 il Ministro della Giustizia ha istituito nell'ambito del Dipartimento per la Giustizia Minorile il Centro Europeo di Studi sulla devianza e il disagio giovanile, con sede a Nisida, per sviluppare insieme ai Paesi dell' U.E. politiche ed interventi di contrasto alla devianza e alla criminalità giovanile.

Scopo primario del Centro è, dunque, quello di raccogliere e studiare i dati relativi alle varie forme di devianza minorile per sviluppare la conoscenza di tale fenomeno a livello europeo nonché articolare strategie di prevenzione e di contrasto.
In particolare, l'obiettivo generale risponde all'esigenza di fornire ai Paesi U.E. informazioni circa il peso e l'evoluzione della devianza minorile, nonchè sulle caratteristiche, le soluzioni ed il funzionamento dei diversi sistemi della Giustizia minorile.
Il lavoro del Centro si focalizzera' sul monitoraggio della devianza giovanile e sull'analisi delle risposte adottate, ponendosi come utile supporto scientifico ad attività di studio, ricerca, formazione e sperimentazione svolte nei Paesi dell'Unione.

L'isola di Nisida e' stata prescelta, oltre che per lo straordinario valore paesaggistico, per la presenza di strutture tradizionalmente destinate ai giovani dell'area penale e per la positiva sperimentazione di modelli di intervento nei confronti di giovani a rischio di devianza o sottoposti a provvedimenti penali dell'Autorità Giudiziaria minorile.

Le strutture della Giustizia Minorile

L'idea della realizzazione del Centro Studi Europeo si inserisce in una dinamica progettuale più ampia che vede impegnato il Dipartimento per la Giustizia Minorile in una riorganizzazione complessiva di tutte le strutture edilizie site nell'isola, che sta coinvolgendo e coinvolgerà anche l'istituto penale, con un progressivo rinnovamento in termini sia funzionali sia prestazionali in modo da rispondere puntualmente alle nuove dinamiche trattamentali in tema di minorenni, e le preesistenze storiche ed archeologiche dell'isola al fine di recuperare e conservare un patrimonio storico culturale unico al mondo, con l'intento di renderlo fruibile all'interno di percorsi educativi che coinvolgano minori.

Gli sforzi dell'Amministrazione si sono concentrati nella realizzazione del primo tassello del mosaico con l'obiettivo dell'inaugurazione in occasione del semestre italiano di presidenza europea; nonostante il tempo ristretto si è riusciti in soli cinque mesi a realizzare il completamento delle opere con un impegno che ha portato al risultato, che tutti possono oggi ammirare a Nisida, consistente nella profonda ristrutturazione dei due edifici principali, i quali negli scorsi anni erano stati sotto utilizzati e lasciati al logorio di un ambiente particolarmente aggressivo, oltre alla sistemazione di diverse componenti infrastrutturali quali i sistemi impiantistici elettrico, telefonico e di illuminazione stradale, il sistema di viabilità e sosta, le aree verdi adiacenti.

Il Centro Studi Europeo

Il complesso é composto da un insieme di immobili i quali dovranno rispondere alle esigenze di un centro che permetterà agli utenti di avere a disposizione, non solo la tranquillità di un sito adatto allo studio ed alla ricerca, ma anche e soprattutto quegli strumenti e quegli spazi-che consentiranno loro di approfondire tematiche specifiche.

L'assetto finale del gruppo di edifici doterà il centro di sala conferenze, sala riunioni, biblioteca, sala multimediale, sale di varie dimensioni per gruppi di studio e seminari, oltre a tutti quei servizi di supporto che vanno dalla ristorazione (cucina e sala da pranzo) alla gestione del centro (direzione amministrativa) alla foresteria per consentire il soggiorno direttamene sull'isola, oltre a quant'altro necessario anche per occasioni di eventi speciali quale quello di questi giorni (spazi di reception, sala stampa, spazi di rappresentanza, ecc.).

Degli edifici ristrutturati e che si stanno inaugurando, il principale è stato oggetto di un'attenta progettazione che ha teso a renderlo funzionale per le diverse esigenze dell'Amministrazione. Esso infatti presenta al piano terra una grande sala che grazie ad una parete mobile di ampie dimensioni può trasformarne completamente l'utilizzazione con ben quattro posizioni e cinque assetti possibili, passando dalla sala riunioni ristretta alla sala intera in diretto collegamento con la sottostante cucina per trasformarsi in sala da pranzo. La dotazione di una sala regia e di salette per traduzioni simultanee ne aumenta la funzionalità in termini impiantistici, integrata attraverso un completo cablaggio con la sala sottostante e gli altri edifici componenti il centro, permettendo di sfruttare appieno le moderne tecnologie di videoconferenza.

Al piano seminterrato la sala conferenze per 90 posti, mentre l'adiacente cucina nei periodi di bella stagione potrà sfruttare l'ampia terrazza panoramica (esposta a sud-ovest) che offre un'importante vista su Porto Paone e le isole antistanti del golfo di Napoli.
L'assetto finale prevede anche il recupero dell'edificio denominato "Lavanderia Borbonica", posto più in basso quasi a livello del mare nell'ansa di Porto Paone, oggi raggiungibile attraverso un percorso approssimativo nel verde, che verrà sistemato onde rendere agevole e piacevole una passeggiata che darà la possibilità di conoscere appieno l'isola; in esso verranno realizzate le sale per i seminari, attrezzate con moderni sistemi impiantistici ed informatici sempre per agevolare al massimo lo svolgimento dei lavori.

L'impegno del Dipartimento è esteso, come detto, anche alla struttura penitenziaria, già oggetto di recente di varie opere di riorganizzazione e ristrutturazione (nel 2002 si è conclusa la ristrutturazione di un nuovo padiglione detentivo), nell'intento che la stessa possa essere sede di sperimentazione e applicazione di quelle metodologie di trattamento affinate dai lavori del Centro Studi Europeo ed anche di ricerche ed approfondimenti progettuali sulle strutture edilizie detentive del futuro, confermando una vocazione storica dell'isola di Nisida.
 

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Turismo, Nisida come Alcatraz Nasce Salviamo Bagnoli, Mazziotti: Via il carcere, rilanciare l'isola come negli UsaRimozione della colmata a mare che avvelena spiagge e fondali, rispetto della sentenza del Tar che il 5 febbraio ha bocciato il porto canale; varo di un nuovo Pua (Piano urbanistico attuativo) che contempli il recupero e la fruizione dell'isolotto di Nisida. Sono, in estrema sintesi, i tre obiettivi per cui nasce l'associazione temporanea "Salviamo Bagnoli", presieduta da Gerardo Mazziott, alla quale aderiscono numerosi intellettuali, accademici, politici, imprenditori.Hanno aderito a "Salviamo Bagnoli", oltre a Mazziotti,?Lidio Aramu, Eduardo Benassai, Raffaele Cercola,Fernando DeBlasio, Giovan Battista de' Medici, Francesco DeNotaris, Vittorio DiPace, Benedetto DeVivo, Pietro Diodato, Francesco Iannello, Luigi Labruna, Alberto Lucarelli, Paolo Macry, Aldo Masullo, Antonio Palma, Giulio Pane,Gerardo Ragone, Raffaele Raimondi, Alfredo Sbriziolo, Michele Serio."Ci sono momenti nella vita di una comunità cittadina - spiega Mazziotti - nei quali non si possono e non si devono delegare alle pubbliche istituzioni le decisioni che riguardano i destini dell'intera comunità. E sono i momenti nei quali le decisioni sui destini urbanistici della città vanno prese con la più ampia partecipa zione della gente. Che, a tale scopo, si riunisce in una Associazione temporanea, rappresentativa del mondo culturale, scientifico, professionale, accademico, politico, imprenditoriale con l'intento di dare un contributo di idee per recuperare gli enormi ritardi e per eliminare gli errori e gli orrori che si sono accumulati in questi ultimi 15 anni nella trasformazione urbana di Bagnoli". Una trasformazione che, secondo Mazziotti, "rischia di fallire l'obiettivo primario del recupero della balneabilità del litorale di Coroglio, prevista dalla Variante per l'Area occidentale del 1998, ove dovessero permanere i due pontili, la previsione del portocanale e degli adiacenti alberghi, bocciati dalla sentenza del Tar del 5 febbraio scorso, e ove dovessero prevalere le opinioni contrarie alla rimozione della colmata a mare, pur prevista in due accordi di programma in quanto fonte accertata di avvelenamento delle spiagge e dei fondali marini di Coroglio".Spiega Mazziotti: "Per la rimozione della colmata e il suo trasporto a Napoli Est "sarebbe sufficiente uno stanziamento di 40 milioni d euro , secondo le stime del provveditorato alle Opere pubbliche. Altri 15 milioni occorrerebbero per bonificare spiagge e fondali marini. In totale fanno 55 milioni, e trovarli, per Regione e ministero dell'Ambiente, non dovrebbe essere difficile. Appena qualche giorno fa sono stati impegnati 22 milioni per gli Studios o sbaglio?". L'associazione ritiene necessaria anche la redazione di un nuovo Pua, nel quale siano confermate le scelte del parco di 120 ettari, del parco sportivo sotto la collina di Posillipo, delle strutture del Crn e della facoltà universitaria . Nel Pua, per Salviano Bagnoli, devono essere contemplate anche le industrie hi-tech ecocompatibili, proposte da Sergio Cofferati nel 2004 e che 46 imprese nazionali e internazionali (tra le quali Alenia, Ibm, Siemens, Microsoft, Impregilo), lo scorso 17 aprile 2007, nella sede dell' Unione industriali, si sono impegnate a realizzare a Bagnoli; per l'associazione devono essere previsti anche insediamenti abitativi di tipo medio all'interno della volumetria prevista nella Variante per l'area occidentale e il ripristino della balneabilità dell'intero litorale di Coroglio, previa bonifica delle spiagge e dei fondali marini. Infine, va recuperato l'isolotto di Nisida alla fruizione quotidiana dei napoletani e dei turisti, dopo averlo liberato dalla struttura carceraria minorile. "Bisogna fare a Nisida quello che è stato fatto ad Alcatraz, che è diventata un polo turistico", spiega Mazziotti.del 11-03-2009 num. 047



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COMPLIMENTI ALLA POLIZIA PENITENZIARIA DELL'IPM BOLOGNA SEQUESTRATA A SEGUITO DI UN PIANTONAMENTO IN OSPEDALE SU UN CORRIERE ALGERINO, CHE' L'AVEVA INGERITA ...69 OVULI PER CIRCA 590 GRAMMI DI COCAINA ALLO STATO PURO.    

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