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NAPOLI (24 novembre ) - La squadra mobile partenopea, coordinata dal primo dirigente Vittorio Pisani, ha bloccato all'alba Manuel Brunetti, 18enne napoletano, evaso dal carcere di Airola (Benevento) il 26 ottobre. Le incessanti ed articolate indagini, condotte dai poliziotti coordinati dal vicequestore Massimo Sacco, hanno consentito di individuare il fuggitivo nel Villaggio Coppola Pinetamare, in viale delle Camelie nei pressi di un'abitazione dove Brunetti aveva trovato rifugio. L'operazione all'alba. Gli agenti della squadra mobile, dopo giorni di appostamenti, sono riusciti a giungere alla localizzazione del rigugio di Brunetti. Dalla tarda serata di ieri, lunedì, è iniziato un lungo appostamento, con diverse pattuglie, nell'area compresa tra la Darsena di Castel Volturno e viale delle Camelie, nel villaggio Coppola Pinetamare. Gli agenti appostati in zona Darsena hanno dato l'allarme quando hanno scorto, nei pressi di un pub, 3 autovetture (una Daewoo matiz, una Fiat Punto ed una Mercedes Smart) giunte a tutta velocità e che hanno proseguito verso l’interno del villaggio Coppola in direzione della località Fontanablu. Le 3 vetture, giunte in viale delle Camelie, si sono fermate all'altezza di unha costruzione contrassegnata dai numeri civici 24-25, rimanendo con il motore avviato. Pochi minuti dopo, da quella costruzione è uscito un giovane, Manuel Brunetti, appunto, che è subito entrato nella Smart, alla cui guida vi era una donna. Dalla Daewoo, fermata al centro del Viale, sono discesi quattro giovani che si sono disposti a quadrilatero, tipo guardie del corpo, osservando a 360 gradi l’intera zona. Gli occupanti delle vetture si sono accorti dei movimenti di avvicinamento dei poliziotti e hanno tentato la fuga in direzioni diverse. La copertura di tutte le possibili vie di fuga, disposta dal vicequestore Massimo Sacco, ha consentito di bloccare le autovetture dopo circa 300 metri. Brunetti è stato arrestato e gli altri sei occupanti sono stati denunciati, in stato di libertà, per favoreggiamento personale. Un settimo, S.P. minorenne, è stato arrestato perché latitante: deve espiare la pena di un anno e sei mesi di reclusione per rapina. Il primo a essere ripreso, dopo la fuga dal carcere minorile di Airola fu Giovanni Favarolo, 19 anni. Nella serata del giorno successivo all'evasione fu bloccato nella zona di San Giovanni a Carbonara, nel centro storico di Napoli. Il giovane, che doveva scontare una pena fino al 29 dicembre, disse di essersi allontanato dal carcere per un amore non corrisposto. Figlio di un pregiudicato che risiede a Recale, nel Casertano, Favavorolo era stato arrestato a settembre dai carabinieri per detenzione abusiva di coltello. Prima dell'arresto viveva nel quartiere di Ponticelli con una nonna. Altri due dei quattro evasi, Marcello Picardi e Giuliano Landieri, furono arrestati dalla polizia penitenziaria a San Giorgio al Cremano. I due detenuti si trovavano nell'abitazione della famiglia di Picardi. A bloccarli sono stati gli stessi agenti in forza all'istituto penitenziario minorile di Airola. Sia Picardi che Landieri furono ricondotti nuovamente nell'istituto minorile di pena di Airola. L'evasione preceduta da una finta sommossa. Il 26 ottobre, approfittando della pausa cena, i quattro detenuti riuscirono a immobilizzare due guardie carcerarie nel refettorio, aggredendole con pugni al volto. Impossessatisi delle chiavi di uno degli agenti di custodia, i quattro uscirono dal portone e s'impadronirono di un'auto, una Lancia Musa. Percorsero pochi metri: l'antifurto satellitare bloccò la vettura. I quattro allora bloccarono un'Alfa 156. L'autista venne scaraventato fuori dall'abitacolo con violenza. Nella mattinata successiva la 156 venne ritrovata nei pressi di Torre del Greco. Manuel Brunetti, era in carcere per omicidio, ed è ora indagato per evesione e rapina pluraggravata. Il delitto risale al mese di gennaio: nella notte tra il 16 e il 17, a pochi metri da Castelcapuano, la guardia giurata Umberto Concilio, venticinquenne, restò vittima di un’aggressione. Fu ferito in maniera gravissima durante il suo giro di ispezione tra banche e negozi del quartiere. Concilio morì il giorno dopo al Loreto Mare. Sei mesi più tardi l’arresto di un giovane che aveva fatto parte del commando: Manuel Brunetti, ancora minorenne all’epoca dei fatti. Dalle indagini è risultato che la violenza si era scatenata dopo un tentativo di rapina durante il quale i banditi volevano impossessarsi della pistola del vigilante.



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